Te lo do io il mutuo! Decima puntata
15 Gennaio 2018

Te lo do io il mutuo!

10a puntata –  Chiediamo il mutuo: 5) andiamo in banca

Bene, nelle scorse puntate abbiamo scelto la casa, abbiamo fatto la nostra proposta di acquisto, abbiamo scelto il tipo di mutuo  la banca.

Ora, andiamo a chiederlo veramente, questo mutuo!

I redditi

Per accettare la nostra domanda di mutuo, la banca dovrà in prima battuta valutare la nostra capacità di rimborso. Dovrà cioè determinare se con i nostri redditi, la situazione familiare, i pagamenti che dovremo effettuare comunque tutti i mesi, saremo in grado di pagare senza difficoltà le rate del mutuo che intendiamo accollarci per comprare la casa.

Come già detto, la solvibilità, la capacità teorica di far fronte all’impegno che intendiamo prendere è la prima discriminante che viene valutata.

Tendenzialmente, ogni banca ha il suo sistema di valutazione, ma grosso modo i criteri si somigliano: si dice che la rata del mutuo non dovrebbe superare un valore tra il 25 e il 40% del totale dei redditi disponibili dei richiedenti.

La percentuale varia da banca a banca e in alcuni casi anche in base a scaglioni di reddito; per intenderci: se ho un reddito di 1.000 euro al mese, pagarne 400 di rata può darmi qualche problema nel mettere insieme il pranzo con la cena. Se le mie entrate sono di 3.000 euro, posso probabilmente pagare 1.200 euro senza grosse difficoltà.

Normalmente sono anche da rispettare i cosiddetti limiti di sussistenza, cioè cifre al di sotto delle quali non si può andare una volta pagati gli impegni: queste cifre variano in relazione alla regione e al numero dei familiari conviventi.

Impegni & banche dati

Nell’analisi per l’approvazione della domanda di mutuo, la banca prenderà in considerazione anche gli eventuali altri impegni in corso: finanziamenti, pagamenti rateali, altri mutui, ecc.

Come fa a rilevare questi impegni?

Prima di tutto, ce li chiede quando presentiamo la nostra domanda; poi, comunque, va a verificare le segnalazioni registrate su alcune banche dati1 che registrano i finanziamenti in corso, la situazione dei pagamenti, le richieste, ecc.

A questo proposito, c’è da tenere presente che, nella maggior parte dei casi, la banca trova effettivamente tutta la nostra storia finanziaria, comprese eventuali “sviste” o “peccatucci”.

Il fatto di avere al presente o in passato qualche anomalia nel regolare pagamento delle rate, può essere molto facilmente causa di rifiuto della domanda di mutuo: anche se dovuti ad “errori”, gli eventuali dati non regolari sono valutati negativamente.

Per questo, prima di presentare la domanda di mutuo, è opportuno fare un esame di coscienza, anche perché, oltre a pregiudicare una possibilità, un rifiuto è quasi sempre visibile anche alle altre banche per un certo periodo di tempo.

Quindi, alcuni suggerimenti:

1) prima di presentare una domanda di mutuo, valutare la propria situazione, anche passata, di finanziamenti in corso e conclusi;

2) se ci sono dubbi è opportuno appurare2 la situazione;

3) se ci sono segnalazioni negative, valutare se è possibile rimediare3;

4) se le segnalazioni non sono rimediabili, prima di far registrare un rifiuto ad una banca, valutare se ci sono soluzioni alternative4

Nei prossimi incontri vedremo la documentazione e l’incontro con la banca.

f.m.

 

1 Le banche dati che sono utilizzate sono: CR (Centrale dei Rischi di Banca d’Italia), che rileva mutui e affidamenti bancari ed eventuali sofferenze, cioè crediti non pagati e passati a contenzioso; poi CRIF, Experian, CTC e Assilea, che segnalano mutui, prestiti personali, finanziamenti e carte di credito passati, in corso e in richiesta.

2 Il consumatore può richiedere a queste società che gli venga notificata la sua posizione, per verificare eventuali segnalazioni di anomalie

3 In alcuni casi è possibile chiedere ed ottenere che i propri dati siano cancellati in tutto o in parte, in particolare se si tratta di posizioni chiuse, regolari o regolarizzate

4 Per evitare che una segnalazione di anomalia faccia rifiutare una domanda che potrebbe essere accettata, si può pensare di non far partecipare all’operazione la persona coinvolta…